La filatura cardata in due diverse realtà

March 1, 2017

 

Abbiamo avuto la possibilità di arricchire la nostra formazione con un ulteriore stage rimanendo per un’intera settimana nei reparti produttivi di una Filatura Cardata.

 

La filatura cardata lavora il fiocco di lana fino a trasformarlo in filo roccato. Questa tipologia di filati è utilizzata sia in tessitura che in maglieria ed è caratterizzata, oltreché dal titolo mediamente grosso, da una minore regolarità di sezione, da una maggiore gonfiezza e pelosità, da morbidezza e piacevolezza al tatto.

Le prime fasi di lavorazione sono dedicate all’apertura e alla mescola intima della materia prima; ciò garantisce omogeneità al materiale, che viene posizionato in grosse camere dette celle di mistatura, per strati orizzontali e prelevato in seguito verticalmente.

La cardatura trasforma il fiocco in arrivo dalla mistatura in uno stoppino, pronto per essere filato. La lavorazione avviene attraverso un assortimento di carderia che si occupa di separare le fibre e trasformarle in un velo uniforme, per poi condensare lo stesso dividendolo in stoppini arrotolati su cannelle.

Oliato e depositato nelle celle di mistatura il materiale viene poi prelevato a tagli verticali da un’apposita fresa e inviato all'assortimento di carderia.

La filatura trasformerà gli stoppini in uscita dalle carde in filato lavorabile, che verrà poi trasferito, mediante la roccatura, su coni al fine di essere lavorato più facilmente in seguito e depositato a magazzino.

 

Elisa e Giulia

Per approfondire la filatura cardata, abbiamo trascorso una settimana di stage presso la Filatura Bertoglio. Questa esperienza è stata per noi molto istruttiva in quanto abbiamo accompagnato parti molto tecniche con lunghi confronti teorici.  
Inizialmente, seguendo il percorso logico di una filatura cardata, siamo partite dalla preparazione delle mischie, operazione che ci ha affascinato perché abbiamo avuto modo di toccare con mano e sfioccare le diverse fibre prendendo parte direttamente alla mescolatura di colori e materie prime differenti. Infatti la Filatura Bertoglio dedica molto tempo ed attenzione a quello che inserisce nelle lavorazioni controllando con cura la qualità del prodotto entrante.

La filatura cardata è un processo che richiede una profonda conoscenza in quanto solamente l’esperienza degli operatori è in grado, partendo da materie prima di vario genere quali cascami, tops e filandre, di giungere ad ottenere filati meravigliosi ed omogenei. Infatti si inizia padroneggiando l’arte di una buona mischia che, quasi come una ricetta segreta, consiste nel partire da tante sfumature differenti per ottenere un colore complessivamente unito pur essendo composto da ingredienti di ogni genere, come nel caso dei bellissimi effetti bottonati che abbiamo potuto ammirare.

Altre operazioni coinvolgenti, a cui abbiamo potuto direttamente assistere, sono state le pulizie delle carde dopo lavorazioni di partite rosso fuoco. Infatti, nell’ambito delle operazioni di manutenzione, vedendo smontare le parti a stretto contatto con gli operatori che hanno avuto la pazienza di spiegarci ogni singolo ingranaggio e provando manualmente a pulire le macchine con loro, ci siamo veramente rese conto della loro complessità e di quante competenze siano necessarie per ottenere un filato di qualità. Infine particolarmente interessante è stata l’analisi dei costi e della fattibilità di una filatura cardata e dei risultati di alcuni test di controllo qualità su filato a cui abbiamo assistito e che ci hanno fornito una panoramica ulteriormente completa di tutto il processo.

 

Margherita C. e Margherita G.

Per capire e analizzare in modo pratico la produzione dei filati cardati siamo state ospitate per una settimana presso la Filatura di Chiavazza a Vigliano Biellese, azienda del gruppo Zegna Baruffa Lane Borgosesia. Qui i responsabili dei diversi reparti ci hanno accompagnato attraverso tutto il ciclo di lavorazione: a partire dal processo tintoriale su fiocco fino ad arrivare al magazzino dei prodotti finiti.

E’ stato particolarmente interessante, e per noi nuovo, vedere il funzionamento dei filatoio self-acting.

Questa è la tipologia di filatoio più antica. Viene impiegata nella produzione di filati cardati di lana e di cotone e si differenzia dal filatoio normale perché ha un movimento intermittente e applica le azioni di stiro e torsione in 2 tempi. L'azione di stiro degli stoppini viene compiuta dal moto del carro alimentatore su cui sono poste le cannelle uscite dalla carderia: Il carro, avvicinandosi ed allontanandosi dalle spole, esercita, nel momento in cui la distanza carro-spola è massima, una trazione sugli stoppini. La torsione è dovuta alla rotazione delle spole: durante il moto di spostamento del carro alimentatore, mentre lo stoppino non è teso (e quindi non sottoposto all'azione di trazione), le spole girano e imprimono torsione al filato in formazione. Una volta torto e stirato lo stoppino viene avvolto sulle spole caricate sui fusi.

Il filatoio self-acting è stato sostituito, quasi ovunque, da meccanismi più veloci. La filatura di Chiavazza ha invece deciso di compensare la minor velocità operativa con il massimo risultato in termini di regolarità.

 

Vorremmo ringraziare tutto lo staff della Filatura Bertoglio Italo S.a.s e della Zegna Baruffa Lane Borgosesia S.p.A. per averci reso partecipi della loro quotidianità mostrandoci una lavorazione così interessante e artigianale.

 

 

We had the chance to enrich our training with a one week of internship in the production departments of a carded spinning.

The carded spinning transform wool staples into yarns in a bobbin.

This type of yarn is used both in weaving and knitwear and is characterized by a less regular section, swollenness, hairiness and a soft and pleasant touch.

The first phase of the process is dedicated to open and deeply mix the raw material to ensure uniformity of the fibres.

The carding machine transforms the bow coming from the mixing bins into a wick, ready to be spun. The processing takes place through a carding assortment that separates the fibers turning them into a uniform coat, and dividing them into wicks rolled up on condenser spools.

After been oiled and deposited in the mixing bins, the material is picked up in vertical cuts by a special cutter and sent to power the carding assortment.

Spinning will transform wicks (the output from carding machine) in workable yarn, which is then transferred, by winding on cones to be worked more easily or putted in stock.

 

Elisa e Giulia

To deepen our knowledge of woolen spinning, we spent a week at the Filatura Bertoglio. This experience has been very instructive because we combined technical parts with theoretical ones. Initially, following the logical path of a woolen spinning, we sow the preparation of blends, an operation that fascinated us because we got to touch different fibres and took part directly to colouring processes.

Woolen spinning requires a deep understanding and only expert operators are able, starting from raw materials of various kinds,  to get wonderful and uniform yarns. The art of a good fray, as a secret recipe, consists in many different shades mixed in a final color as in the case of the beautiful nubby effects that we could admire.

Another engaging operation we could directly assist during our internship was the cleaning of the carding machine. Thanks to the traders that had the patience to explain us every single gear of this process we really became aware of the woollen spinning complexity. As they let us manually clean the carding machine with them, we realized how much expertise is needed to obtain a high quality yarn.

Finally, it was especially interesting to analyse costs and feasibility of a woolen spinning and assist to the results of quality control tests.

 

Margherita C. e Margherita G.

To understand and analyze in a practical way the production of carded yarns we were hosted for one week at the Filatura di Chiavazza in Vigliano Biellese, company of the group Zegna Baruffa Lane Borgosesia. Here the heads of the various departments have accompanied us throughout the production cycle: from the dyeing process to the warehouse of finished products. It was particularly interesting, and for us a new thing, see the operation of the self-acting spinning.

This is the oldest type of ring spinning frame. It is used in the production of carded yarns of wool and cotton and it differs from the normal spinning because it applies ironing and twisting actions in 2 times. The action of the slubbings ironing is performed by the motion of the feeding carriage on which the spouts outputs are posed by carding: the cart, toward and away from the spools, exerts, when the wagon-shuttling distance is maximum, traction on wicks. The twist is due to the rotation of the spools: during the motion of displacement of the feeding carriage, while the wick is taut (and therefore not subjected to the action of traction), the spools rotate and double it.

Once twisted and stretched the wick is wound on bobbins loaded on the roving frame.

The self-acting spinning machine has been replaced almost everywhere by faster mechanisms. La Filatura di Chiavazza has instead decided to compensate the lower operating speed with maximum results in terms of regularity.

 

We would like to thank all the staff of the Filatura Bertoglio Italo S.a.s and Zegna Baruffa Lane Borgosesia S.p.A. for making us share their daily life by showing us a work so interesting and crafts.

 

 

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