Experiencing Merino wool in New Zealand

September 16, 2017

 

Dopo il Perù il nostro viaggio è proseguito verso la Nuova Zelanda, terra di infinite distese verdi e montagne innevate. Qui, ospiti dell’azienda Successori Reda presso la fattoria di proprietà ad Otamatapaio, nell’isola del Sud, abbiamo partecipato per una settimana alle attività di tosatura e di classificazione della lana merino.

Accompagnate dal Dott. Fabrizio Botto, responsabile delle materie prime per il gruppo di famiglia, le nostre giornate iniziavano alle 7 di mattina vicino ai tosatori che sin dalle primissime ore del giorno e fino al calar del sole tosavano le pecore merino a ritmo di musica.

 

La tosatura è un’operazione che si effettua una oppure due volte all’anno e avviene tra marzo e giugno e tra agosto e novembre. Nella farm di Otamatapio vi sono 6 tosatori che lavorano parallelamente in un ambiente coperto, detto shearing spot, destinato appositamente alla tosa. Di solito per la tosa di una pecora si impiegano da tre a cinque minuti: il procedimento è completamente manuale e in media in una giornata lavorativa i tosatori riescono a tosare circa 200 pecore.

Il tosatore, sostenuto da un’imbracatura per agevolare l’operazione, tiene ferma la pecora tra le gambe e tosa la lana cominciando dalla pancia e passando per le gambe, il collo e la testa, fino al dorso.  

Una volta rasato, il vello viene lanciato su grandi tavoli e cernito in modo da eliminare gli scarti della lana, i cosiddetti pezzami; questa operazione, che viene chiamata sbordatura o skirting, è effettuata da ragazzi e ragazze che lavorano stagionalmente nelle fattorie.

Il Dott. Fabrizio Botto ci ha spiegato approfonditamente come funziona la divisione del vello di merino: fondamentale durante lo skirting è la separazione del collo, della pancia e della parte attorno alla coda dalla schiena e dal dorso; queste ultime due zone della pecora sono infatti le più fini, pulite e omogenee.

Una volta eliminate le parti grossolane e pulito il vello, questo viene arrotolato in modo che la parte migliore risulti esterna e passato al classer, che ha il compito di classificare la fibra in base alla finezza, lunghezza, tenacità, crettatura e colore.

Affiancando il Dott. Fabrizio Botto e la classer abbiamo imparato quanto significativi siano, come parametri di classificazione, anche la sofficità e memoria della lana al tatto: queste caratteristiche infatti incideranno sul tessuto finito in termini di tessibilità e mantenimento del drappeggio una volta confezionato.  

 

Infine abbiamo visitato la New Zealand Merino, associazione neo zelandese che collabora con allevatori e brand per garantire la tracciabilità e sostenibilità dell’industria di lana merino.

Negli ultimi anni il numero di contratti stipulati è aumentato ed è in continua crescita: sempre più aziende aderiscono a questo network come garanzia della disponibilità di fibra e rispetto del benessere, sia ambientale che sociale, relativo all’animale.

I contratti sono nati per sopperire alle continue fluttuazioni di prezzo della lana, che incidono sia su allevatori che compratori. A tal proposito è nata la certificazione ZQ, dove coltivatori e allevatori si sono associati per continuare a portare avanti questi standard qualitativi: tutte le aziende accreditate vengono sottoposte ad ispezioni da parte di esperti terzi e a controlli ricorrenti per esaminarne tutte le loro componenti.

 

Ancora una volta, grazie alla fiducia e professionalità concessaci dall’azienda Successori Reda, alla disponibilità del Dott. Fabrizio Botto e dell’intera farm e alla visita alla New Zealand Merino, abbiamo potuto imparare tantissimo e vedere applicate le nozioni teoriche che studiamo durante l’anno, consolidando sempre più la nostra formazione: grazie per la splendida opportunità!

 

 

After visiting Peru, our journey continued and we went to New Zealand, land of endless green fields and snow-covered mountains. Here, guests of the Successori Reda farm at Otamatapaio, we spent a week learning about shearing and classification of merino wool.

Accompanied by Dr. Fabrizio Botto, Head of the Raw Materials Buying Department of Successori Reda, we started our days at 7 in the morning and we spent our time watching the shearers shearing Merinos. 

 

Shearing is a task that takes place twice a year, between March and June and between August and November. At Otamatapio farm, the shearing is done in a covered environment specially designed for this activity called shearing spot. There, 6 shearers work parallelly using a completely manual process. The shearer, supported by a sling, keeps the sheep between his legs and starts shearing from the belly passing through the legs, neck and head, up the spine. Each shearer takes from three to five minutes to shear a ship, spending on average one working day to finish about 200 sheep.

Once shaved the fleece is launched, by other seasonal workers, on large tables and sorted in order to eliminate waste and wool scraps on it.

Dr. Fabrizio explained us the logic to divide merino's fleece: the most important thing to do while skirting is to separate the neck, the belly and the tail from the back; this last area of sheep is indeed the finest, cleanest and most uniform. Once removed the rough parts and cleaned the fleece, this is rolled, leaving the best part outside, and passed to the classer, who classify the fiber according to the fineness, length, tenacity, craquelure and color.

Assisting Dr. Fabrizio Botto and the classer we learned how significant are the wool softness and memory, the wool's capacity to going back to its shape after being stressed.

These characteristics affect finished fabric in terms of maintenance of draping once tailored.  

 

Finally, we visited the New Zealand Merino, the New Zealand association that collaborates with breeders and brand to ensure traceability and sustainability of the merino industry.

In recent years more and more companies want to be sure of purchasing the fiber at a stable price and try to use a merino wool which is both environmentally and socially sustainable.

The Merino New Zealand stipulates contracts between breeders and buyers to offset the continue price fluctuations and to make the wool supply chain completely transparent. Moreover to improve the level of traceability, the Merino New Zeland created the ZQ certification. This certification ensures the quality of the wool and it is given just to farmers and ranchers that provide wool with high performance and sustainability standards. undergo inspections by third party experts and common controls examine all their components.

 

Once again, thanks to Successori Reda, Dr. Fabrizio Botto and to the entire farm's team. Thanks to this great opportunity we could see what we have studied during this year and consolidate our knowledge.

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