L'impero del sol levante: 中国

October 10, 2018

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Ultima tappa del nostro percorso formativo sulle materie prime è la Cina, potenza economica industriale mondiale e principale nazione per l’allevamento e produzione di fibre nobili quali il cashmere e la seta.

 

Dopo la breve ma intensa visita della capitale Pechino, e dopo avere osservato le notevoli differenze sociali ed economiche che caratterizzano questa immensa nazione, è la volta di imbarcarci per Chifeng, tra le principali città della Inner Mongolia, la regione dove vengono allevate le preziose capre Hircus o capre del cashmere, accompagnati dalla dott.sa Ines Vedovelli, referente di Loro Piana.

 

Scopo di questo viaggio è la visita della Dong Rong Group, azienda moderna e verticalizzata, che tratta ogni anno più di conquecento tonnellate di cashmere greggio “ejarrato”, in grado di produrre fino a trecento tonnellate di filato con le più moderne tecniche di filatura e con una capacità produttiva di ottocentomila maglie e accessori in puro cashmere.
Questi prodotti vengono venduti e commercializzati in tutto il mondo ed i principali mercati sono l’Italia, la Svizzera, gli Stati Uniti, il Giappone e Hong Kong. 

 

Particolarmente interessante per la nostra esperienza è stato osservare il processo di “ejarratura” che il cashmere subisce dopo essere stato pettinato dal vello della capra. L’animale, infatti, sviluppa durante l’inverno due velli: uno superficiale ricco di jarre e peli grossolani ed un secondo più pregiato, il duvet. È proprio quest’ultimo che viene utilizzato nel sistema tessile e che rende il cashmere una delle fibre più pregiate e care al mondo.

Dopo la pettinatura dell’animale, il duvet subisce una prima cernita e pulizia dalle impurità, anche non naturali, eseguita a mano. La fibra viene poi immessa nelle linee di ejarratura che, in modo verosimile a quello della pettinatura della lana, iniziano e rendere la fibra più pulita. Le fasi successive di asciugatura e cardatura completano l’opera eliminando i residui vegetali ancora presenti e rendendo la fibra un soffice batuffolo.
Il cashmere così “ejarrato” è pronto ad essere venduto come materia prima oppure trasformato in filato ed infine in maglia, accessorio o tessuto.


La continuazione della visita ci ha permesso anche di osservare i moderni processi di filatura cardata eseguita con il metodo “self-acting”, oltre che le fasi di “smacchinatura” delle maglie con macchina rettilinea per maglieria e la tessitura in puro cashmere.

 

Il giorno seguente abbiamo continuato la nostra visita della Inner Mongolia addentrandoci nell’entroterra della regione. Queste immense steppe sono caratterizzate da rigidi inverni e torridi estati oltre che da notevoli sbalzi termici tra il giorno e la notte; ciò ha reso necessario alle capre allevate in queste condizioni climatiche di sviluppare particolari caratteristiche di pelo per difendersi da questo clima ostile. È proprio in queste terre che abbiamo avuto la possibilità di osservare gli allevatori, i loro greggi e alcune operazioni di pettinatura e raccolta del duvet.
Per via della crescente richiesta del mercato di questa preziosa fibra, gli allevatori sono stati portati ad aumentare la loro capacità produttiva incrementando il numero di capi allevati. A discapito di ciò, la finezza della fibra del duvet pettinato dagli animali ha rischiato di aumentare, con conseguente riduzione della qualità della fibra. Proprio per questo motivo, lo stato Cinese e diverse aziende, tra le quali Loro Piana, per preservare questo patrimonio animale stanno sviluppando progetti volti a cercare di salvaguardare la specie attraverso particolari centri di ricerca che hanno come obiettivo quello di migliorare e preservare la qualità della fibra tramite un particolare mix di condizioni di allevamento, nutrizione e selezione delle razze.

 

Dopo la fantastica esperienza in Inner Mongolia, abbiamo fatto rientro a Pechino e da li ci siamo diretti nella più occidentalizzata Shanghai, città da 24 milioni di persone, sotto molti aspetti molto simile alle più moderne capitali occidentali.

Un weekend per riprenderci dalle fatiche dei viaggi precedenti e poi ci siamo diretti a Zhangjiagang, città industriale dell’area di Shanghai, da più di 200 anni cuore pulsante dell’industria tessile cinese.
In questa città siamo stati ospiti di Chargeurs Luxury per visitare la pettinatura di loro proprietà che si occupa di trasformare la migliore lana greggia sul mercato per poi destinarla alle filature di tutto il mondo.
Questa visita è stato un interessante e costruttivo ripasso del processo dopo averlo visto negli impianti di pettinatura di Verrone e Romagnano Sesia, gli ultimi due rimasti in Italia. Utile alla nostra conoscenza è stato anche il costruttivo scambio di opinioni con il direttore ed i suoi assistenti. 

 

A seguire ci siamo diretti a Jiaxing, città industriale della zona e distante circa un’ora di treno da Shanghai, accompagnati dal corrispondente della Filatura Buratti. È in questa area industriale che abbiamo avuto l’opportunità di visitare e osservare due aziende che si occupano della trasformazione della seta, materia prima cui la Cina è il principale coltivatore mondiale.
La seta è l’unico filamento continuo naturale e si ottiene dal bozzolo prodotto dai bachi da seta, un particolare insetto dell’ordine dei lepidotteri. Il verme del baco da seta, nutrito con foglie di gelso per 3/4 settimane, produce il filamento che avvolge attorno a sé creando quello che viene appunto definito “bozzolo”.

Durante il primo giorno di visita abbiamo visto il processo di produzione del filamento continuo partendo dai bozzoli. Questi vengono prima attentamente selezionati a mano in base alla loro qualità e successivamente lavorati attraverso un processo di essicazione, cernita e bollitura per ammorbidire la sericina. In seguito, vengono ripuliti dalla strusa, materiale in eccesso, ed infine filati attraverso un sorprendente processo: i bozzoli vengono trasportati in un canale dove una spazzola trattiene i capi-bava, li aggancia ad un meccanismo rotante e comincia a srotolare le bave, accoppiarle e ritorcerle a gruppi di 7 avvolgendole in matasse di filamento finissimo.

 

Il giorno seguente, la visita si è soffermata sul processo produttivo di una seconda azienda che si occupa della produzione di “sliver”, seta sotto forma di nastro pettinato che viene lavorata dal cascame (o “kibiso”). Quest’ultimo è la strusa della seta che viene eliminata nella lavorazione del filamento continuo precedentemente descritta. 
Il cascame viene prima “sgommato” (eliminato dalla sericina) e ammorbidito attraverso un bagno chimico, poi sbiancato con del colorante e successivamente pettinato e accoppiato in più passaggi. Le impurità più grossolane vengono eliminate anche a mano fino ad ottenere un nastro continuo definito “sliver”, la cui consistenza è simile a quella dei tops di lana. Essi possono essere utilizzati per creare filati 100% seta secondo il processo di filatura pettinata oppure messi in mischia intima con altre fibre quali cashmere e lana in particolare per creare filati di composizione mista.

 

Un sentito ringraziamento va rivolto a Loro Piana e alla sua referente Ines Vedovelli, a Chargeurs Luxury e al signor Federico Buratti ed al suo collaboratore cinese Mr. Ding Xiyang, per la disponibilità, l’accoglienza e l’entusiasmo dimostratoci in questi fantastici giorni.

 

 

 

The last step of our journey is China, industrial and economic power and the most important country for fibers as cashmere and silk, where they are grown and transformed.

 

After a fast but intense visit of the capital, Beijing, and after have seen the massive social and economic contrasts and differences of this huge country, it’s time to take off for Chifeng, one of the biggest cities of Inner Mongolia, the region where the precious cashmere goats live. 

 

The plan of this trip is to visit the Dong Rong Group, modern and verticalized factory, that every year produces more than 500 tons of dehaired cashmere, it is able to spun more than 300 tons of yarns with the most modern technics and to knit more than 800.000 garments as knitwear and accessories. 
Those products are sold and commercialized all over the world and the main markets are Italy, Switzerland, United States, Japan and Hong Kong.

 

In particular, it has been really interesting observe the cashmere fibers dehairing process. In fact, once every spring, every cashmere goat produces two genuine fleeces. The external one it’s full of course hairs while the internal one it’s fine and precious. Both of them are gently combed by the breeders and ready to be used for the textile process.

 

The process start with a first handmade sorting where also non-natural impurities are cut out. Then, fibers enter in the combing process called “dehairing”. It is really similar to the wool one, and it is necessary to obtain a cleaner fiber. The following steps are the drying and the carding, where more vegetal impurities are removed. At the end, the fibers are really clean and soft, ready to be sold as “raw materials” all over the world or to be used for the production of yarns and garments.

 

At the Dong Rong Group we have also been able to visit the modern woolen spinning mill with the “self-acting” process. Those yarns are sold in the market or they are used in the knitwear and weaving departments where fantastic pure cashmere garments and accessories are produced.

 

The following day, we continued the trip in the countryside of Inner Mongolia, a fantastic region characterized by harsh winters and torrid summers as well as by significant changes in temperature between day and night. Because this exceptionally rigid climate conditions, cashmere goats have developed a particular fleece, able to defend them from this hostile climate. It’s in this region that we have had the opportunity to observe the breeders, the flocks and the collection of goats duvets.

 

The growing demand of this precious fiber led farmers to expand their production capacity by increasing the number of goats. To the detriment of this, in the last years, the fiber fineness went worse with a consequent reduction of the quality. Precisely for this reason, the Chinese government and several companies (including Loro Piana), are now trying to preserve this animal heritage. In fact, projects are underway to try to safeguard the species through particular research centers that have the target to improve and preserve the quality of the fiber through a particular mix of breeding conditions, nutrition and race selection.

 

After the fantastic experience in Inner Mongolia, we came back to Beijing to take the train for Shanghai, probably the most westener city in China.
A weekend to recover from the previous travels and than ready again for another city: Zhangjiagang, industrial city of the Shanghai area, which has been the beating heart of the Chinese textile industry for over 200 years.

 

In this city we have been Chargeurs Luxury guests for visiting their modern combing mill where the best wool on the market are combed and then sold in the spinning mills all over the world.
This visit of the factory was an interesting and constructive review of the combing wool process after have seen it in Verrone and Romagnano Sesia, the two last combing mills in Italy. Useful to our knowledge was also the constructive exchange of opinions with the director and their assistants.

 

After that we headed to Xiangi, an industrial city of the Shanghai area, together with Filati Buratti Chinese collaborator. In this industrial area we have been able to visit two companies that deal with the transformation of silk, a natural raw material which China is the world's leading grower.
Silk is the only natural continuous filament and is obtained from the cocoon produced by the silkworm, a particular insect of the order of lepidopterans. In fact, the silkworm, nourished with mulberry leaves for 3/4 weeks, produces a filament that wraps around itself creating what is called "cocoon".
The first day of the visit showed us the filament production process wrapped around the cocoon. First, cocoons are carefully selected by hand according to their quality and subsequently processed through a drying, sorting and boiling passages with the aim of eliminating the sericin.
Afterwards, they are cleaned out of the strusum (excess material) and finally spun through a surprising process: the cocoons are transported in a channel where a brush holds the ends, hooks them to a rotating mechanism and begins to unroll the burrs, to couple and twist them into groups of 7 by wrapping them in very fine filaments.

 

The following day, the visit was focused on a second company production process specialized in the production of "sliver". It is similar to the wool top we are used to see and it is obtained using the silk waste of the previous passage (“kibiso”) previously described. The waste is in fact "rubbed off" (eliminated by sericin) and softened through a chemical bath, bleached and then combed and coupled in several steps. The coarser impurities are also eliminated by hand until the continuous ribbon called "sliver" is obtained, whose consistency is similar to the wool tops. Slivers can be used to create 100% silk yarns according to the combed spinning process or blended with other fibers such as cashmere and wool for blended yarns.

 

Many thanks to Loro Piana and Ines Vedovelli, to Chargeurs Luxury, to Federico Buratti and his collaborator Mr Ding Xiyang for for the the warm welcome we always received, the availability and the enthusiasm of these fantastic days.

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