La maglia e i suoi segreti

November 2, 2018

 

 

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L’inizio delle lavorazioni a maglia non ha date precise in quanto, dagli scritti e dalle documentazioni raccolte, non è chiaro se si trattasse di lavorazioni a telaio o vere e proprie lavorazioni a maglia utilizzando i ferri.
In ogni caso, solo nell'epoca cristiana è possibile esaminare il primo reperto certo di lavoro a maglia creato a mano, analizzandone la struttura e i colori. Solo nei secoli successivi, intorno al XVI secolo, il reverendo William Lee, inglese, inventò la prima macchina per maglieria. Dovette però emigrare in Francia perché la regina Elisabetta I, avendo molto a cuore i magliai che producevano a mano, ne vietò il suo utilizzo. Nei decenni successivi, il modello venne comunque ripreso anche in Inghilterra e iniziò ad avere ampia diffusione in tutta Europa. Durante tutto il ‘900, grazie alle fantastiche collezioni di Elsa Schiaparelli, all’utilizzo di fibre e filati più innovativi e soprattutto grazie alle riviste e all’esplosione della moda, la maglieria, sia a mano che tradizionale, ebbe uno sviluppo senza precedenti.
 

Oggi la maglia è più che mai di moda e le tecniche usate, impensabili solo fino a pochi anni fa, sono tantissime. Inoltre, le combinazioni tra il vecchio e il nuovo rendono la ricerca inesauribile. La sua tecnologia consiste nell’intrecciare uno o più fili curvilinei costituenti tanti elementi che si intrecciano uno con l'altro in modo da mantenersi reciprocamente in una determinata disposizione. Il tessuto a maglia si distingue dagli altri tessuti per la proprietà di avere una notevole elasticità propria, indipendente da quella del filato che lo compone, e una grande porosità. L'elasticità è dovuta al fatto che i fili intrecciati a maglia agiscono come molle, cedendo alla tensione e tornando nella posizione primitiva appena la tensione cessa.
 

Rivolgiamo un sentito ringraziamento a Artex Biella, Botto Giuseppe, Ermenegildo Zegna e Loro Piana, le aziende che ci hanno consentito di conoscere a ammirare questa preziosa tecnica. 

 

 

 

 

 

 

The beginning of knitting does not have a precise date as, from the writings and the documents collected, it is not clear whether it was a frame work or real handknitting.

In any case, it is only in the Christian era that it is possible to examine and analyse the structure and the colours of the first reliable finding of knitting, that was created by hand. Only in the following centuries and in particular around the 16 th , William Lee, an English Reverend, invented the first knitting machine. However, he had to emigrate to France because Queen Elizabeth

I forbade its use in order to protect the knitters who produced by hand. Anyway, in the following decades, the model was taken up again in England and started to be spread widely throughout Europe. During the 20th century, thanks to the unique collections of Elsa Schiaparelli, the use of more innovative fibers and yarns and to the magazines and the explosion of fashion, knitwea had an incredible development, both by hand and with machines.

 

Today knitwear is fashionable more than ever and the techniques used, that only a few years ago were unthinkable, are many. Moreover, the mix between old and new makes the research inexhaustible. Its technology consists in braiding one or more curvilinear threads constituting many elements that intertwine one another to maintain each other in a given arrangement. The knitted fabric distinguishes from the other fabrics for the property of having a remarkable elasticity, regardless of the yarns that compose it. The elasticity is given by the fact that twisted knitted yarns act like springs, leaving the tension and going back to the previous position as soon as the tension finishes. 

 

A big thank you goes to Artex Biella, Botto Giuseppe, Ermenegildo Zegna and Loro Piana, the companies
that allowed us to know and admire this precious technique.

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