Cards

March 11, 2019

 

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Nel mese di febbraio abbiamo avuto il piacere di essere accolti presso stabilimenti biellesi di filatura cardata. Questa esperienza ci ha permesso di comprendere la complessità e la delicatezza delle sue operazioni. Vogliamo per questo ringraziare Filatura Italo Bertoglio, Loro Piana e Zegna Baruffa Lane Borgosesia.

Durante lo stage abbiamo valorizzato ogni momento, ponendo tante domande a dirigenti, operatori e assistenti, che con meticolosa attenzione lavorano per realizzare prodotti di grande qualità e peculiarità.

La filatura cardata è il processo di lavorazione al quale sono destinate le fibre corte per produrre filati voluminosi e soffici, con i quali si ottengono tessuti caldi e gonfi.

Questa volta abbiamo seguito un fiocco di cashmere che inizialmente viene aperto per mezzo di battitoi e carde lupo. Queste macchine permettono di lavorare meglio la fibra, schiudendone la superficie, prima costretta in compresse confezioni.

I fiocchi vengono poi mescolati in grandi celle, più meticolosamente se di diverso colore o se le fibre sono di diversa natura, in modo da farne risaltare le proprietà.

Successivamente vengono lavorati da tre carde: le prime due, attraverso il lavoro di cilindri guarniti con punte, districano le fibre e le puliscono.

Le fibre, unite in un velo, alimentano “di traverso” la seconda e successivamente la terza carda, detta “a dividere”.

Quest’ultima carda infatti fraziona il velo in tante striscioline quanti sono gli stoppini che si vogliono ottenere, attraverso cinghie di gomma detti laccioli.

L’ultima carda è anche dotata di un dispositivo frottatore che simula lo sfregamento delle mani sui nastrini realizzando gli stoppini, confezionati poi in dispositivi di raccolta, detti cannelle.

 

 

    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo stoppino diventa filato cardato sul filatoio ad anello, più lento rispetto alla lavorazione pettinata e caratterizzato da una particolare testa di filatura, detta filante. Il prolungamento del fuso aiuta a tenere sotto controllo la tensione di questo delicato filato.

Quest’ultimo viene finalmente trasferito su rocca, direttamente da spola e mediante roccatrice.

La stribbia, di cui la roccatrice è dotata, è più tollerante nell’eliminare l’irregolarità, che nel cardato non sempre è anomalia da scartare ma può diventare singolarità preziosa.

In February, we had the pleasure of being welcomed at carded spinning mills in Biella. This experience has allowed us to understand how complex and delicate this spinning is. We’d like to thank Filatura Italo Bertoglio, Loro Piana and Zegna Baruffa Lane Borgosesia.
During the internship we enhanced every moment, asking many questions to managers, operators and assistants who with particular attention work to create products of great quality and peculiarity.
The carded spinning is the manufacturing process to which the short fibers are destined. They produce bulky and soft yarns by which warm and puffy fabrics are obtained.
This time we followed a cashmere flock which was initially opened by openers and carding willows. These machines allow to work better all the fibers by opening their surface, previously forced into packs of tablets.

Then the staples are blended in large cells, more accurately if fibers are different coloured or of a different nature: their properties have to stand out.

After blending, they have to be processed by three cards: the first and the second ones, through the work of cylinders trimmed with tips, untangle fibers cleaning them.
Joined in a card web,  the fibers feed the "second" card and later the third one, called "to divide".
This last card fractionates the card web into as many ribbons as the roves to be obtained, through rubber straps called laces.
The last card is also equipped with a rubbing device that simulates the rubbing of hands on the ribbons, making roves.

The rove becomes carded yarn on the ring spinning frame, slower than the combed process one. Its spindle is characterized by the “spinning head”, an extension that helps to keep the tension of this delicate yarn under control.
The yarn is finally transferred from spool to cheese by the winding machine.
This time its clearer tolerates more irregularity which in the carded spinning is not always an anomaly to be discarded; instead, it could be a precious singularity.

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Fondazione Biella Master

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