Visiting Romagnano Sesia's combing wool factory

Varcando la soglia della pettinatura di Romagnano Sesia, un odore acre e pungente ci anticipa l’importanza di quello che nella produzione laniera è il primissimo passaggio dopo la tosatura.


La lana sucida, che arriva imballata in Italia, principalmente da Australia e Nuova Zelanda, deve essere aperta, lavata su una linea di 5 vasche, cardata per rimuovere la maggioranza delle impurità vegetali e trasformata in un nastro pettinato dall’aspetto soffice e irresistibile.


Parlando con l’Amministratore Delegato veniamo inoltre a conoscenza dell’attenzione riservata alla depurazione dei reflui di scarto, dei sotto prodotti che se ne ricavano e delle modalità di auto-produzione dell’energia, ottenuta tramite il raffreddamento dei bagni di lavaggio e l’acqua del torrente che taglia a metà lo stabilimento.


Toccare la lana ancora sporca, appena scaricata dai camion e stoccata in un magazzino esterno, unge le nostre mani di quel sottoprodotto tanto ricercato dall’industria cosmetica e farmaceutica che è la lanolina. Estratta dalla linea di lavaggio e separata da terra, escrementi e impurità vegetali, la lanolina costituisce una risorsa economica importante per l’economia della pettinatura.


I muri polverosi e impregnati di storia si intrecciano con i cumuli di lana grezza, e l’armonia che si crea riporta i pensieri dei visitatori ad un connubio perfetto di forme senza tempo.

I macchinari riempiono progressivamente gli ampi spazi di modernità, e il tempo sembra sospendersi.

Dopo questa esperienza, le nostre sono mani diverse, così come i nostri occhi, che ora conoscono l’anima nobile di questa fibra, che siamo abituati ad osservare solo alla fine di innumerevoli trasformazioni come capo finito in un negozio.


Ringraziamo la Famiglia Botto Poala e l’Ing. Marco Sartorelli, Amministratore Delegato della Pettinatura di Romagnano, per averci concesso questa importante opportunità.

Crossing the threshold of Romagnano Sesia's combing wool factory, an acrid and pungent smell

Intoduces us to the importance of what is the very first step in wool production, after the shearing carried out in the breeding areas.

Greacy wool, which arrives packed in Italy, mainly from Australia and New Zealand, must be opened first, washed on a line of 5 tanks, carded to remove the majority of plant impurities, and transformed into a combed ribbon with a soft and irresistible appearence.

We also get to know by talking to the CEO, the attention paid to the purification of wastewater, to the sub-products that they derive from the washing process and to the self-production methods of creating energy, obtained through the cooling of the washing baths and from the water of the creek that cuts the factory in half.

Touching the still dirty wool, just unloaded from the trucks and stored in a warehouse, makes our hands oily with lanolin that it’s used by the cosmetic and pharmaceutical industry.

Extracted from the washing process and separated from the ground, the excrements and the plant impurities, lanolin constitutes an important economic resource for the economy of the factory.

The dusty walls steeped in history, intertwine with the heaps of raw wool, and the harmony that is created, brings visitor’s thoughts back to a perfect combination of timeless forms.

The heavy machines progressively fill the wide spaces of modernity, and time seems to be suspended.

After this experience, ours are different hands, as are our eyes, which now see the noble soul of this fiber, which we usually see only at the end of countless transformations, as a finished product in a shop.

We thank the Botto Poala family and Eng. Marco Sartorelli, Director of the Romagnano combing, for giving us this important opportunity.

Fondazione Biella Master

delle Fibre Nobili

  • Instagram Social Icon
  • LinkedIn Social Icon

© 1986 Fondazione Biella Master delle Fibre Nobili