Silk: natural perfection!

April 10, 2020

La natura è in grado di generare elementi così perfetti che l’uomo nel corso degli anni ha tentato in tutti i modi di replicare. Una delle fibre più nobili, la seta, incorpora armoniosamente tutti gli elementi che la rendono così pregiata; al tatto appare morbida e liscia, la sua lucentezza richiama l’occhio dell’osservatore con colori decisi e intensi, volteggia tra le mani dell’operatore e ne accarezza dolcemente i palmi. La seta è la rappresentazione più emblematica della perfezione naturale.

 

Durante il nostro splendido percorso, abbiamo avuto modo di osservare e toccare questa fibra, una delle più antiche al mondo, di scoprire che la lucentezza è ciò che la distingue, la rende unica e di capire la sua storia che è davvero affascinante.

La culla dell’industria serica è stata la Cina e varie sono le tradizioni e le opinioni sul tempo e le circostanze nelle quali essa nacque. Secondo le cronache cinesi più antiche e più attendibili l’allevamento del baco e la coltivazione del gelso si fanno risalire ai tempi  dell’imperatrice Xi Ling Shi, moglie dell’imperatore giallo (2698 a.C.). Secondo la tradizione cinese l’imperatrice allevava un numero considerevole di bachi e un giorno, mentre beveva un tè caldo sotto un gelso, un bozzolo le cadde nelle tazza; il calore della bevanda le permise di dipanare il bozzolo stesso e di ottenere un filo lungo quasi un kilometro. A seguito di questo episodio decise di avviare un allevamento di bachi alimentati con foglie di gelso.

L’utilizzo della seta in Cina era riservato alla produzione di abiti destinati a imperatori e imperatrici, solo successivamente fu esteso anche a persone di corte e sacerdoti, mantenendolo sempre entro i confini dell’impero celeste. La leggenda narra che intorno al V secolo a.C., una principessa cinese andata in sposa ad un principe straniero, riuscì a nascondere nella sua alta acconciatura delle uova di baco e dei semi di gelso, esportando per la prima volta la cultura della seta al di fuori dei confini della Cina. Progressivamente si diffuse nelle altre regioni asiatiche, giungendo in Europa grazie all’impero bizantino. Fino agli anni ‘50 del secolo scorso, l’Italia ha rappresentato, dopo la Cina e il Giappone, il maggiore produttore di bachi da seta nel mondo. Oggi, l’allevamento serico non è più presente in Italia, ma fortunatamente ancora alcune aziende lavorano questa preziosa fibra, per trasformarla in capi finiti di pregio e qualità.

 

 

Il filamento viene estruso dalle ghiandole sericigene del baco, che lo utilizza per avvolgersi e formare il bozzolo. I bachi durante la loro crescita mangiano di giorno e notte continuamente senza interruzione. Il baco selvatico, che produce la seta tussah, si alimenta con foglie di quercia mentre il baco allevato si nutre soprattutto di foglie di gelso. I bozzoli vengono dipanati in un’operazione chiamata “trattura”. Inoltre, con i “cascami di seta” più lunghi, cioè i sottoprodotti migliori non lavorabili nella filanda, si produce un nastro continuo, simile al tops di lana, che arrivato in Italia può essere trasformato in filati pettinati fini di ammirevole lucentezza.  

Questa specializzazione professionalizzante, oltre a perfezionare e arricchire la nostra formazione, ci rende consapevoli che fibre come la seta e in generale tutte le altre fibre nobili, acquisiscono maggior valore a partire sin dalla loro origine e una volta nelle mani delle persone appassionate, vengono sottoposte a un processo di lavorazione che offre al mercato un prodotto di ineguagliabile eccellenza.

 

Questa volta i nostri ringraziamenti più sinceri sono rivolti al Sig. Federico Buratti, che accogliendoci nella Sua filatura ci ha permesso di immergerci in questa meravigliosa realtà, di emozionarci e di fare un viaggio nella storia di questa lussuosa e pregiata fibra. L’accoglienza superiore alle attese ci ha sorpreso e il ricordo che serberemo di questa esperienza lo porteremo sempre con noi nel nostro viaggio.

Aspettiamo con curiosità di rivivere nei luoghi di origine la leggenda della seta recandoci in Cina e prendendo visione dal vivo della cultura serica. Al momento viaggiamo solo con la mente e con le emozioni che dedichiamo ai nostri affezionati lettori e alle aziende che supportano la nostra formazione.  Chi crede in noi, crede nel nostro valore, in quello della seta e del nostro sistema manifatturiero.

 

 

 

Nature is able to generate elements so perfect that the human being over the years has tried in every way to replicate. One of the noblest fibers, the silk, harmoniously incorporates all the elements that make it so valuable; to the touch it appears soft and smooth, its brightness recalls the eye of the observer with strong and intense colors, it swirls between the hands of the operator and gently caresses the palms. Silk is the most emblematic representation of natural perfection.

 

During our wonderful journey, we had the opportunity to observe and touch this fiber, one of the oldest in the world, to discover that

 the luster is what distinguishes it, makes it unique and to understand its history that is truly fascinating.

The cradle of the silk industry has been China and various are the traditions and opinions on the time and circumstances in which it was born. According to the oldest and most reliable Chinese chronicles, the breeding of the worm and the cultivation of mulberry date back to the times of the empress Xi Ling Shi, wife of the yellow emperor (2698 BC). According to Chinese tradition the Empress raised a considerable number of bugs and one day, while drinking a hot tea under a mulberry tree, a cocoon fell into her cup; the heat of the drink allowed her to unravel the cocoon itself and obtain a thread almost a kilometer long. Following this episode she decided to start a breeding of silkworms fed with mulberry leaves.

The use of silk in China was reserved for the production of clothes destined to emperors and empresses, only later it was extended also to court persons and priests, keeping it always within the boundaries of the celestial empire. Legend says that around the 5th century BC, a Chinese princess married to a foreign prince, managed to hide in her high hairstyle the worm eggs and mulberry seeds, exporting for the first time the silk culture outside China’s borders. Progressively it spread to other Asian regions, arriving in Europe thanks to the Byzantine Empire. Until the 1950s, Italy was, after China and Japan, the world’s largest producer of silkworms. Today, the seric breeding is no longer present in Italy, but fortunately some companies still work this precious fiber, to transform it into finished garments of quality.

 

 

The filament is extruded by the silage glands of the worm, which uses it to wrap and form the cocoon. The bugs during their growth eat  day and night continuously without interruption. The wild worm, which produces tussah silk, nourishes with oak leaves while the bred worm nourishes mainly of mulberry leaves. The cocoons are unraveled in an operation called "reeling". Moreover, with the longest "silk waste", that is the best by-products not processed in the spinning mill, a continuous ribbon is produced, similar to the wool tops, that once it arrives in Italy can be transformed into fine combed yarns of admirable gloss.

This professional specialization, in addition to perfecting and enriching our training, makes us aware that fibers like silk in general and all other noble fibers, acquire greater value starting from their origin and once in the hands of passionate people, they are subjected to a processing process that offers the market a product of unparalleled excellence.

This time our sincere thanks are to Mr. Federico Buratti, who welcomed us in his spinning allowed us to immerse ourselves in this wonderful reality, to get excited and to make a journey into the history of this luxurious and precious fiber. The reception above the expectations surprised us and the memory that we will keep this experience we will always take with us on our trip.

We wait with curiosity to relive in the places of origin the legend of the silk going to China and taking live vision of the silky culture. At the moment we travel only with the mind and emotions that we dedicate to our loyal readers and to the companies that support our training. Those who believe in us believe in our value, in the value of silk and our manufacturing system.

 

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