Diario di giorni italiani

December 3, 2018

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Rientrati da tutti i viaggi estivi, ma non per questo sazi, i nostri masterini proseguono alla scoperta di altre realtà, questa volta locali e del tutto italiane.

 

Tra le varie visite ottobrine, ci siamo recati in quello che può essere definito un vero e proprio tempio della cultura tessile, ovvero lo studio privato del Sig. Munarin a Biella. Dopo aver maturato oltre vent’anni di esperienza all’interno delle più prestigiose aziende tessili del Made in Italy, il Sig. Munarin inaugura lo studio nel 1998 con l’obiettivo di realizzare tessuti estremamente pregiati e ricercati, in particolare dal punto di vista del finissaggio, ma sempre e comunque industrializzabili. Queste creazioni funzionano come vere e proprie proposte per le aziende e ogni anno si articolano in due stagioni, invernale ed estiva.

I tessuti del Sig. Munarin ci lasciano esterrefatti, non solo per l’alto contenuto tecnico e stilistico, ma anche per la varietà, che spazia da tessuti ortogonali a tessuti a maglia, laminati e agugliature fino a ricami, pizzi e persino pelle.

 

Un altro luogo di grande studio e cultura, inteso dal punto di vista scientifico, è rappresentato dal CNR, il Consiglio Nazionale della Ricerca, nato a Biella nel 1969 grazie al Sig. Oreste Rivetti. Questo centro è preso come riferimento per lo studio delle macromolecole (Istituto ISMAC) applicato soprattutto al settore tessile locale. L’obiettivo è quello di ricerca e innovazione nel campo dei materiali e dei processi tessili, di sviluppo della normazione nel campo e di offerta di servizi, trasferimenti tecnologici e consulenze tecniche alle aziende del settore. Oggi rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per tutte le tematiche inerenti alle fibre animali speciali, oltre che per tutte le aziende tessili locali.

 

Nei giorni successivi ci siamo inoltrati in un’altra zona del territorio biellese dove, grazie al Sig. Danilo Craveia, abbiamo potuto visitare ‘La fabbrica della ruota’, situata all’interno dell’ex Lanificio Zignone. Si tratta di un vero e proprio museo, nato nel 1984 grazie alla donazione dello stabilimento al DocBi – Centro Studi Biellesi, da parte dell’imprenditore Carlo Beretta. Attualmente inserito all’interno del sistema ecomuseale della Provincia di Biella, il museo del ‘La fabbrica della ruota’, rappresenta un vivace centro culturale dove, oltre ad archivi tessili risalenti a decine di secoli fa, vengono organizzate mostre legate a tematiche locali. All’interno si possono ammirare macchinari tessili ormai rarissimi, ma essenziali al fine di raccontare la storia dell’industria locale.

Grazie al Sig. Craveia, abbiamo anche potuto visitare Casa Zegna, dove ci è stata data la possibilità di perderci letteralmente tra archivi tessili non solo del Lanificio, ma anche francesi, riscoprendo che in molti casi i nostri antenati sarebbero stati vestiti ‘a pennello’ rispetto alla moda di oggi.

 

Infine, l’ultima tappa: il Cotonificio Albini. Questa storia nasce in provincia di Bergamo nel 1876 grazie a Zaffiro Borgomanero, che, privo di figli, lascia l’azienda al nipote Giovanni Albini, che successivamente diventerà anche Presidente della Camera di Commercio di Bergamo; in quel momento si contavano già più di cento telai e novanta operai. Nel 1984 entra in azienda Silvio Albini, con l’idea di espandere il prodotto ai mercati esteri, scavalcando finalmente la frontiera italiana. Attualmente siamo alla quinta generazione, che con Fabio, Stefano e Andrea Albini, porta avanti l’azienda che si pone come obiettivo quello di creare i tessuti per camicia più belli al mondo. Oggi, oltre a essere i primi produttori di tessuti per camicia in Europa, producono circa 25000 varianti di tessuti all’anno, contano più di 1300 dipendenti e possiedono cinque brand: Cotonificio Albini, Albini donna, Albiate 1830, Thomas Mason e David & John Anderson (entrambi acquisiti nel 1992), ognuno dotato di proprie caratteristiche e clientela.

Le materie prime utilizzate sono principalmente il cotone egiziano Giza 45 e Giza 87, il Supima californiano, il Sea Island delle isole Barbados e il lino proveniente dalla Normandia; a tutto ciò si aggiungono mischie con lana, seta e altre fibre, ma il cotonificio non si è limitato al semplice uso di questi materiali. Infatti, dal 2010, è stato avviato un nuovo progetto da parte del gruppo per la coltivazione del cotone Giza 45 e 87 in Egitto. L’azienda è attualmente composta da 7 stabilimenti, tra cui la sede principale di Albino, il polo logistico a Gandino, una tessitura a Letohrad (Repubblica Ceca), un finissaggio a Brebbia, una tessitura in provincia di Taranto e una tessitura/tintoria in Egitto.

 

Un sentito ringraziamento al Sig. Munarin, al CNR di Biella, al Sig. Craveia, a Casa Zegna e al Gruppo Albini per tutte queste esperienze e fonti di ispirazione per noi giovani studenti.

 

 

Back from all the travels, but not satiated yet, our masterini keep going on with the research of local and 100% Italian realities.

 

First, we have been to what could really be considered as a museum of textile culture, the private studio of Mr. Roberto Munarin. After having worked in some of the most prestigious textile companies of Made in Italy, Mr. Munarin opened his studio in 1998 with the idea of creating unique fabrics, in particular from the finishing point of view and always able to be industrialized. These creations represent real suggestions for the companies and every year both the winter and the summer collection are realised.

Fabrics of Mr. Munarin make us astonished, not only for the stylistic and technical point of view, but also for the variety.

 

Another location of huge culture and knowledge, from the scientific side, is  CNR - National Research Advice, born in Biella in 1969 thanks to Mr. Oreste Rivetti. This is a center of studies about macromolecules (Institute ISMAC) related to the textile industry. Their objective is to innovate and make research about textile materials, raw materials and textile process. They also offer some services for the companies like checking up the composition of raw materials. Today this is really considered as a reference point for all the local companies and for the whole textile industry.

 

During the next days, thanks to Mr. Danilo Craveia, we had the possibility to visit ‘La Fabbrica della Ruota’, located in the old woolen mill Zignone. This is a proper museum, born in 1984, thanks to the donation of the building from the businessman Carlo Beretta to DocBi - Centre of studies of Biella. This lively cultural centre is included in the museum system of the province of Biella. Inside of it you can find a lot of archives from different companies and some old textile machines that helped us understanding the textile history of Biella. They also set up some exhibitions, related to the history of the town inside the building. Thanks to Mr. Craveia we had the opportunity to visit Casa Zegna as well, the place where all the archives of the woolen mill and some others from France, are kept. After that, we can definitely say that some of our ancestors would have really been dressed up in a fashionable way nowadays.

 

Eventually the last step: the historical Cotonificio Albini. This history started in 1876 close to Bergamo thanks to Zaffiro Borgomanero, who has left the company to his nephew Giovanni Albini (President of the Commercial Chamber of Bergamo); at that time they already had more than 100 looms and about 90 workers. Afterwards Silvio Albini started working in the company with the idea of expanding the market outside Italy. The current Albini generation is the fifth, which includes Fabio, Stefano and Andrea Albini, who lead the company with the aim of producing the most qualitative fabrics for shirts in the world. Today, more than being the first producers of shirt fabrics in Europe, they produce 25000 varieties of fabrics every year, they have more than 1300 employees and they include five brands: Cotonificio Albini, Albini donna, Albini 1830, Thomas Mason and David & John Anderson (both acquired in 1992); each of them has a different taste and characteristic. 

The kind of raw materials used are Egyptian cotton Giza 45 and 87, Supima cotton from California, Sea Island cotton from Barbados island and linen from Normandie. They also mix cotton with wool, silk and other fibres, but they have not limited theirselves to buy the materials; in 2010 Albini Group started a new project in Egypt for the cultivation of Giza 45 and Giza 87.

The company owns 7 factories, of which the one in Albino is the most important one and then there is a weaving mill in Taranto, one in Letohrad, one weaving and finishing mill in Egypt, the logistic headquarter in Gandino and one more finishing in Brebbia.

 

Thanks to all the people and the companies that helped us learning and getting to know new realities: Mr. Munarin, CNR (Biella), Mr. Craveia, Casa Zegna and Albini Group.

 

 

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