Fashion pills

Materie prime, produzione tessile, confezione, costi industriali, ricerca trend, sostenibilità, marketing: sono tanti e variegati gli argomenti che stiamo approfondendo durante questo percorso di formazione al Biella Master, grazie al quale abbiamo la possibilità di ampliare il nostro sguardo sul panorama del tessile internazionale. Ma non di sola tecnica è fatto il Master! Grazie alle lezioni della Professoressa Silvia Moglia, stiamo acquisendo conoscenze anche sullo sviluppo estetico di ciò che fa parte, consciamente o meno, del nostro quotidiano: la moda. Dalla Belle Epoque ai roaring twenties, passando per l’austerità post-bellica degli anni ’40 sino al boom economico che ha investito l’occidente nel corso degli anni ’60, abbiamo attraversato tutte le tappe fondamentali di questo percorso evoluzionistico che ci ha condotto sino ai giorni nostri, rendendoci attivi protagonisti di quella che è la storia del costume. In questa occasione però, vogliamo compiere un passo a ritroso, andando a raccontarvi la nascita della sartoria da uomo per eccellenza sulla strada di Savile Row, nel cuore pulsante della Londra ottocentesca, culla di un’antichissima tradizione che non cede il suo prestigio a distanza di quasi duecento anni. Una volta usciti dalla metro a Piccadilly Circus e dopo aver percorso Regent Street, famosa passerella dello shopping inglese, basteranno poche mosse, una a sinistra su Vigo Street e una subito a destra, per giungere a destinazione: the Row, il miglio dorato della sartoria (così chiamato anche se più breve), pullula di negozi della più alta caratura. Diviene il polo della sartoria di lusso da uomo quando, nel 1846, Henry Poole, gestore della Henry Pole & Co e figlio del fondatore James Poole, apre l’ingresso posteriore del negozio di famiglia in Old Burlington Street. È questa seconda generazione di sarti della famiglia Poole che innesca un processo di crescita e sviluppo di quella che sarà riconosciuta come la via dello stile più prestigiosa al mondo, fama che l’accompagna tutt’ora e che spingerà altri sarti all’emulazione. Ciò che ha reso le sartorie di Savile Row così famose è la cura e la dedizione con cui, da sempre, si occupano dei propri clienti; il cosiddetto Bespoke nasce proprio per soddisfare tutte le esigenze di coloro che amavano vestire il perfetto su misura. Ma Londra non è solo famosa per la tradizione che contraddistingue l’alta sartoria maschile: qui, infatti, si sono sviluppati nel corso del Novecento diversi movimenti giovanili e subculture che hanno influenzato la moda e lo stile dei singoli decenni fino raggiungere i tempi moderni. La minigonna di Mary Quant, lo stile eclettico dei Beatles, i look iconici dei Teddy Boys, ed è su di loro che vorremmo porre l’attenzione: uno stile molto particolare, nato dai giovani per i giovani in un momento storico difficile, il dopoguerra, quando tra gli adolescenti delle classi operaie regnavano incertezza e inquietudine. L’insofferenza nei confronti di un periodo buio e instabile, privo di modelli solidi in cui i ragazzi potessero rispecchiarsi, li portava a sfogare nella violenza le difficoltà di inserimento nella società e nel mondo del lavoro. Questa insoddisfazione di fondo emergeva anche dai look con cui erano soliti abbigliarsi: lunghe giacche di lana di colore scuro o dalle tonalità sgargianti, gilet in broccato, cravattini texani e pantaloni larghi sui fianchi e più stretti alla caviglia. Anche gli accessori erano particolarmente vistosi: scarpe dalla suola robusta, le Brothel Creepers, anelli di ogni foggia sulle dita e spille di metallo che andavano a fermare la famosa cravatta Maverick di ispirazione western. Un tipo di abbigliamento che afferma con sfrontatezza il proprio stato, attraverso la mescolanza di capi che scimmiottano l’eleganza del tipico dandy inglese a passeggio lungo Savile Row. Iniziarono dunque a prendere piede dei nuovi valori, costumi e stili di vita utili a differenziarsi dagli adulti e dalla soffocante cultura di massa. Il promettente inizio del secolo aveva stabilito le leggi dell’eleganza grazie allo stile senza tempo di Edoardo VII, figlio della regina Vittoria. Questa figura, simbolo di nobiltà e ricchezza, fu d’ispirazione per questi ragazzi, nati nei quartieri proletari dei sobborghi di Londra e dal futuro incerto che, imitandolo, riuscivano in un certo senso a soverchiare la differenza fra le classi sociali. La rabbia spesso ne guidava i gesti, tanto da spingerli a raccogliersi in vere e proprie bande dedite ad azioni violente, aggressioni e ronde razziste, gesti che li resero ben presto un facile bersaglio dell’opinione pubblica, che li demonizzò e contribuì alla repressione di tale subcultura. Spezzando una lancia a favore di questi “ragazzacci”, è d’obbligo sottolineare lo sforzo profuso nel dimostrare l’importanza che andava acquisendo la loro generazione, gli allora teenagers: giovani che volevano far sentire la propria voce, affermando la propria identità, in un’epoca di cambiamenti e stravolgimenti sociali.

Raw materials, textile production, packaging, industrial costs, trend research, sustainability, marketing: we are investigating many and varied topics during this training course at the Biella Master, thanks to which we have the opportunity to widen our gaze on the panorama of the international textile. But the Master is not only technique! Thanks to the lessons of Professor Silvia Moglia, we are also acquiring knowledge on the aesthetic development of fashion. From the Belle Epoque to the roaring twenties, passing through the post-war austerity of the 1940s up to the economic boom that hit the West during the 1960s, we have gone through all the fundamental stages of this evolutionary path that has led us up to the present, making us active protagonists of what is the history of costume. On this occasion, however, we want to take a step backwards, telling you about the birth of the men's tailoring par excellence on the street of Savile Row, in the beating heart of nineteenth-century London, the cradle of an ancient tradition that doesn’t give away its prestige since then. Once you exit the subway at Piccadilly Circus and after Regent Street, the famous English shopping catwalk, you need just few steps to reach your destination: the Row, the golden mile of tailoring (so called even if shorter), it is full of the most important shops. It became the center of men's luxury tailoring when, in 1846, Henry Poole, manager of Henry Pole & Co and son of founder James Poole, opened the rear entrance of the family shop on Old Burlington Street. It is this second generation of tailors from the Poole family that triggers a process of growth and development of what will be recognized as the way of the most prestigious style in the world, which it is still like that, that pushed other tailors to emulation. What made Savile Row's tailors so famous is the care and dedication with which they have always dealt with their customers; the so-called Bespoke was created precisely to meet all the needs of those who loved to dress the perfect made to measure. London is not only famous for the tradition that distinguishes haute couture for men: various youth movements and subcultures developed during the twentieth century, influencing the fashion and style of the individual decades up to modern times. Mary Quant's miniskirt, the eclectic style of the Beatles, the iconic looks of the Teddy Boys, and it is on them that we would like to pay attention: a very fancy style, born from young people for young people in a difficult historical moment, after the war, when uncertainty and uneasiness reigned among the working-class adolescents. The intolerance towards a dark and unstable period, devoid of solid models in which the boys could mirror themselves, led them to vent violence in the difficulties of insertion into society and the work. This underlying dissatisfaction also emerged from the looks they used to wear: long dark-colored or bright shades wool jackets, brocade vests, texan ties and skinny trousers. Even the accessories were definitely eye-catching: shoes with a robust sole, the Brothel Creepers, rings of all shapes on the fingers and metal pins that stopped the famous western-inspired Maverick tie. Clothes that boldly assert its state, through the mix of garments that mimic the elegance of the typical English dandy strolling along Savile Row. Therefore, new values, customs and lifestyles began to take hold, useful to differentiate themselves from adults and from the suffocating mass culture. The promising beginning of the century had established the laws of elegance thanks to the timeless style of Edward VII, son of Queen Victoria. A symbol of nobility and wealth, who was an inspiration for these boys, born in the proletarian neighborhoods of London’s suburbs and with an uncertain future who, by imitating him, managed to overcome the difference between the social classes. Anger often guided their gestures, so much so as to push them to gather in real gangs dedicated to violent actions, aggressions and racist patrols, gestures that made them soon an easy target of public opinion, which demonized them and contributed to the repression of this subculture. Breaking a spear in favor of these "bad boys", we want to underline the effort made to demonstrate the importance that their generation was acquiring, the teenagers: young people who wanted to make their voices heard, affirming their identity, in an era of social change and upheaval.

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