La sartoria Made in Italy




Durante le ultime esperienze di stage siamo stati accolti da aziende leader del settore, che ci hanno aperto le loro porte e svelato i segreti che si celano dietro alla realizzazione dei loro capi. Abbiamo avuto la fortuna di essere ospitati dalla Fabbrica Sartoriale Italiana per quanto concerne la confezione industriale, e da Cesare Attolini ed Isaia&Isaia per scoprire la vera sartoria napoletana.

Ci sono degli elementi che distinguono queste due realtà, che hanno però in comune la cura dei dettagli, la qualità dei prodotti e il desiderio di esaltare il Made in Italy. La confezione è una alternativa produttiva con la quale è possibile ottenere un prodotto diverso da quello sartoriale, ma di uguale pregio. Ci sono pochi dettagli realizzati a mano perché questa tipologia di produzione è maggiormente focalizzata sulla perfezione della realizzazione del capo finito, che deve rispettare sempre gli stessi parametri. Ogni macchinario è calibrato in modo da ottenere finiture regolari e riproducibili e il layout produttivo è organizzato in modo da essere il più efficiente possibile. Ogni passaggio è affidato ad una sola persona affinché possa affinare la tecnica e migliorare la qualità della realizzazione del capo finito.

Raffaele Caruso è un sarto napoletano che, trasferitosi a Soragna, con l’aiuto della moglie crea un piccolo atelier nel 1958 che, con gli anni e grazie all’aiuto della sua famiglia, si trasforma in una confezione industriale riconosciuta in tutto il mondo per la qualità della sua produzione. Oggi prende il nome di Fabbrica Sartoriale Italiana e oltre ad essere una fasonista per grandi brand di moda, ha anche sviluppato al suo interno una linea uomo formale che prende il nome del suo fondatore. Durante lo stage abbiamo potuto osservare non solo la parte produttiva, ma anche la parte creativa dove avviene la progettazione delle collezioni del brand e lo sviluppo dei modelli. La maestria sartoriale di un tempo viene qui coniugata con l’industria.



La sartoria, invece, rappresenta l’altra faccia della medaglia. Il suo obiettivo è quello di creare capi con finiture artigianali e per questo unici e esclusivi. Se parliamo di sartoria non possiamo non parlare di Napoli.

“Chista ‘cca è ‘na città pagana” è stata la prima frase che ci ha colpito non appena arrivati nel centro storico di Napoli. Pur essendo ricca di chiese, che riflettono il profondo legame col mondo cristiano, i napoletani ci hanno spiegato che le loro vere “divinità” sono rappresentate da tutti quei personaggi che hanno riscattato l’immagine della città e l’hanno resa celebre agli occhi del mondo. Questo si può cogliere dalla moltitudine di murales e di “altari” in giro per la città dedicati a celebrità come Maradona, Pino Daniele, Totò, Sofia Loren, Massimo Troisi, e dal fatto che aziende fortemente legate al territorio e suoi valori si sono lasciate ispirare da alcuni di essi per i concept delle collezioni. La sartoria napoletana nasce così dall’intreccio di storie, tradizioni e talenti. Il suo know-how dà vita a capi senza tempo dallo stile riconoscibile in tutto il mondo e la teatralità tipica della cultura ellenistica caratterizza le persone, rendendo questo posto magico.

Il processo produttivo inizia con il piazzamento e il taglio, che nel caso di tessuti a righe, quadri o fantasia, avviene manualmente per ricostruire il disegno in ogni parte del capo durante l’assemblaggio delle diverse parti. Vi è una moltitudine di passaggi fra i quali citiamo: applicazione delle tasche, imbastitura della tela, foderaggio, impuntura, pinces, spezzatura del revers, picchettatura, assemblaggio, imbastitura di spalline e spalle, applicazione delle lentezze, foderaggio delle maniche, cucitura del sottocollo e del collo, stiro definitivo, asole a mano e attaccatura dei bottoni, orlatura, etichettatura, controllo qualità ed infine consegna del capo finito. Ogni passaggio della lavorazione è fondamentale per il completamento della fase successiva. Il “su misura”, servizio offerto ai clienti che hanno particolari esigenze, è sinonimo di amore per un prodotto unico e inimitabile, tradizione ed eleganza, nonostante ciò comporti un rallentamento della produzione e una maggiore attenzione al dettaglio.

Tra le aziende che meglio rappresentano la sartoria napoletana vi sono Cesare Attolini e Isaia & Isaia.

Attolini, fondata nel 1930, è sinonimo di alta sartoria napoletana da tre generazioni. Ogni piega, taglio, lentezza, punto sono frutto di gesti precisi che solo l’esperienza e il savoir faire artigianale possono produrre. “Il sarto è un artigiano che crea abiti perfetti per corpi imperfetti” diceva Vincenzo Attolini, che insegnerà al figlio Cesare i trucchi del mestiere. L’azienda è in grado di portare avanti il valore del lavoro manuale, tipico della bottega, rendendolo però più efficiente. La loro filosofia è di non seguire le tempistiche del mercato ma di preservare le lavorazioni manuali a discapito della produzione.

Isaia & Isaia è trait d’union tra artigianalità e confezione industriale. L’azienda, fondata a Napoli nel 1920 da Enrico Isaia, viene successivamente trasferita con la collaborazione di Rosario e Corrado a Casalnuovo, dove vi era una grande presenza di sarti professionisti. Negli anni ’80 Isaia inizia il processo di industrializzazione che porta l’azienda ad operare anche nel mercato internazionale, soprattutto quello degli Stati Uniti. Nel corso del tempo si è evoluta, diventando un vero e proprio brand di lusso, il cui immaginario è strettamente legato alla città di Napoli e alla sua storia. Questo amore per la tradizione e per la città è visibile in diversi elementi: dalle campagne pubblicitarie, scattate in luoghi caratteristici della zona, ai disegni stampati sul melton (tessuto utilizzato per il sottocollo della giacca) ispirato a monumenti, quartieri o opere della città. Un ulteriore esempio è il “corallino” che fa riferimento all’antica lavorazione del corallo che avveniva nel golfo di Napoli e che è diventato non solo il logo ufficiale dell’azienda, ma anche il nome di una linea di capi e accessori che riassume i gesti e le frasi tipiche del dialetto napoletano.

Ringraziamo le aziende che ci hanno aperto le loro porte e ci hanno mostrato le loro meravigliose realtà:



Fabbrica Sartoriale Italiana

Cesare Attolini

Isaia & Isaia