Modello, tessuto, ago, filo…e tanta passione



Il ruolo del modellista figura essenziale nello sviluppo di una collezione e nella produzione di un capo di qualità, è l’unico sapere necessario e spendibile tra lo stile, cioè l’idea, e la realizzazione del capo finito. Il lavoro di cui si occupa è quello di sviluppare il progetto di design associando tecniche tradizionali, come i cartamodelli, all’utilizzo delle tecnologie più innovative con il CAD per arrivare alla messa a punto del prototipo finale. Pertanto oltre alla passione, il modellista deve avere ottime capacità di problem solving, conoscenza delle diverse tecniche di progettazione, spiccate capacità di team working, attitudine al lavoro artigianale, creatività, precisione, formazione tecnica e conoscenza dei materiali e della moda. I suoi modelli diventeranno poi degli splendidi capo spalla, fiore all’occhiello del nostro apparato industriale.

Il tessuto viene prima tagliato nelle varie parti che compongono la giacca che sono più di dieci e poi passo dopo passo assemblato per darle forma, con ago e filo che ininterrottamente producono una melodia che ritma il reparto. La sensazione che si ha risalendo a ritroso la strada che porta alla realizzazione di una giacca è sorprendente e lontana, dall’immaginazione di ognuno di noi; le parti che la compongono e le sequenze di assemblaggio sono davvero una scoperta continua.

La cucitura di una spallina deve apparire distesa e non arricciata; il disegno della giacca deve combaciare perfettamente sul maggior numero di cuciture, soprattutto sul taschino ma anche tra spalla e petto; per la fodera i materiali più utilizzati sono il cupro o la viscosa, raramente si utilizza la seta. Una volta assemblata, la giacca viene stirata per dare la corretta forma ad ogni sua parte; importantissime sono la piega del collo e del reverse; il vapore utilizzato attraverso il processo di stiratura conferisce alla lana le sue caratteristiche originarie riportandola alla sua naturale elasticità. La confezione ultimata si compone di più di duecento passaggi che necessitano del lavoro di molte mani esperte.

Il nostro Paese spesso si perde in aspetti che non fanno parte dell’identità, della specificità e dell’unicità inseguendo politiche del “facile guadagno”; dal nostro punto di vista la filiera che abbiamo avuto modo di conoscere in dettaglio in questo importante anno formativo fa parte del patrimonio culturale del nostro paese, così come il Colosseo o l’Arena di Verona per intenderci.

Senza dubbio il Biella Master delle Fibre Nobili costituisce una perla rara che da anni si spende per la tutela e la conservazione di questo patrimonio, così come tutte le aziende sostenitrici e quelle ospitanti, tra le quali Boglioli Spa, Caruso e In.Co., che ci hanno gentilmente accolto e interessato suscitando in noi una certa passione anche nei confronti del fantastico mondo della confezione.

A loro rivolgiamo un sentito ringraziamento.

Fondazione Biella Master

delle Fibre Nobili

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