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Il tessuto cambia "mano"

Vi siete mai chiesti perché una giacca è più morbida di un’altra? Oppure perché un pantalone è più lucido ed elastico rispetto ad un altro modello con una mano più ruvida ? Sicuramente il tipo di fibra con cui sono realizzati i tessuti gioca un ruolo importante, ma non è l’unico.

Esistono, infatti, molte e variegate fasi che il tessuto attraversa dopo aver preso vita a telaio. Il tessuto necessita di lavorazioni che ne migliorino l’aspetto, la sensazione al tatto e che abbia caratteristiche fisiche idonee al tipo di prodotto che si andrà a confezionare, rendendolo adatto ai bisogni del mercato e al consumatore finale. Proprietà fisiche come resistenza agli strappi e ai lavaggi, impermeabilità, elasticità, traspirabilità, anti-pilling e via dicendo, vengono impresse ai tessuti grazie a specifici trattamenti che rientrano nelle lavorazioni del finissaggio. Ecco che quest’ultima parola definisce tutte quelle lavorazioni atte a finire e rifinire il tessuto, creando un prodotto migliore, che acquisisce aspetto e una sensazione tattile elevata. Ed è per questo motivo che queste lavorazioni sono raccolte anche sotto il termine e fase di nobilitazione tessile. Intervenendo sulla superficie del tessuto si modifica la percezione del prodotto tessile sulla pelle, rendendolo piacevole da indossare e trasmettendo una sensazione di qualità per chi lo guarda, fattori determinanti per i capi di abbigliamento. Attraverso prodotti chimici e mezzi fisici come il calore, la pressione, l’umidità e il vapore, il tessuto ottiene una maggiore stabilità dimensionale migliorando così sia l’aspetto che la mano. Da un punto di vista di aspetto, esistono lavorazioni per la fuoriuscita più o meno del pelo dal tessuto. Infatti, se si vuole ridurre il più possibile la peluria, per dare un aspetto più ordinato, si ricorre alla cimatura oppure alla macchina del bruciapelo. Quest’ultimo, attraverso l’uso di una fiamma, elimina (bruciandolo) il pelo superficiale del tessuto. Spesso, però, la peluria non è sinonimo di difetto; alcuni capi di abbigliamento, e prodotti tessili in generale, acquisiscono carattere e valore proprio grazie ad essa. A questo scopo viene effettuata, su una specifica macchina, la garzatura, che permette la fuoriuscita del pelo grazie un’azione meccanica che estrae e strappa le fibre, formando uno strato morbido richiesto da plaid, flanelle e fustagni. Parlando, invece, di morbidezza al tatto esistono diverse lavorazioni e processi per ottenere effetti satinati, molto piacevoli e gradevoli alla vista. A questo scopo ci si affida alla calandratura che, giocando con frizione, temperatura e pressione, altera la struttura delle fibre, assottiglia il tessuto e lo rende più lucido.

Quest’articolo è frutto dell’esperienza che abbiamo avuto modo di vivere all’interno dei reparti di finissaggio grazie alle aziende ci hanno ospitati. Lo storico lanificio Botto Giuseppe, ha accolto nel proprio reparto di finissaggio Asya Locche, e la studentessa ha potuto osservare e studiare da vicino le numerevoli fasi del classico e rinomato finissaggio laniero biellese. Giulia Masciangelo ha avuto il piacere di essere ospitata dal finissaggio e tintoria Ferraris, azienda terzista che punta sulla qualità e su un attento servizio per la soddisfazione del cliente. Il lanificio Successori Reda ha mostrato, alle studentesse Ilaria Pennacchini e Jehona Luftija, come l’importanza di un finissaggio laniero classico debba essere accompagnato da una continua ricerca e innovazione di processi e lavorazioni. Matteo De Giambattista ha trascorso queste settimane di stage nell’azienda Tintoria e Finissaggio 2000, scoprendo numerose tecniche di lavorazioni su tessuto e osservando, inoltre, come vengono trasformate le maglie in jersey quando scendono dalla macchina circolare.


























The fabric changes its "hand-feel"

Have you ever wondered why one jacket is softer than another? Or because a trouser is more shiny and elastic than another model with a rough hand ? Surely the type of fiber with which fabrics are made plays an important role, but it is not the only one.

There are, in fact, many and varied phases that the fabric goes through after having come to life as a loom. The fabric needs processes that improve its appearance, the feel to the touch and that have physical characteristics suitable for the type of product that will be packaged, making it suitable for the needs of the market and the final consumer. Physical properties such as resistance to tearing and washing, waterproofing, elasticity, breathability, anti-pilling and so on, are impressed on the fabrics thanks to specific treatments that are part of the finishing processes. This last word defines all those processes designed to finish and refine the fabric, creating a better product, which acquires an appearance and a high tactile sensation. And it is for this reason that these processes are also collected under the term and phase of textile finishing. Acting on the surface of the fabric changes the perception of the textile product on the skin, making it pleasant to wear and transmitting a feeling of quality for those who look at it, determining factors for clothing. Through chemicals and physical means such as heat, pressure, moisture and steam, the fabric gains greater dimensional stability thus improving both appearance and hand. From a point of view of appearance, there are processes for the release of more or less of the hair from the fabric. In fact, if you want to reduce the hair as much as possible, to give a more orderly appearance, you resort to topping or the machine of the burn. The latter, through the use of a flame, eliminates (burning) the surface hair of the fabric. Often, however, the fluff is not synonymous with defect; some garments, and textile products in general, acquire character and value thanks to it. For this purpose, on a specific machine, the brushing, which allows the escape of the hair thanks to a mechanical action that extracts and tears the fibers, forming a soft layer required by plaids, flannels and fustians. Speaking of softness to the touch there are several processes to obtain satin effects, very pleasant and pleasing to the eye. For this purpose we rely on calendering that, playing with friction, temperature and pressure, alters the fiber structure, thins the fabric and makes it more shiny.

This article is the result of the experience we have had to live in the finishing departments thanks to the companies we have hosted. The historic wool mill Botto Giuseppe, welcomed in its finishing department Asya Locche, and the student was able to observe and study closely the many stages of the classic and renowned finishing wool of Biella. Giulia Masciangelo had the pleasure of being hosted by the Finissaggio e Tintoria Ferraris, a third company that focuses on quality and a careful service for customer satisfaction. The Successori Reda wool mill showed to the students Ilaria Pennacchini and Jehona Luftija how the importance of a classic wool finishing must be accompanied by a continuous research and innovation of processes and workmanship. Matteo De Giambattista has spent these weeks of internship in the company Tintoria and Finissaggio 2000, discovering numerous techniques of working on fabric and observing, moreover, how the jerseys are transformed into jersey when they get off the circular machine.

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